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Lo sport è ferito, russi e bielorussi sospesi dalle competizioni

Il mondo è rabbrividito di fronte a ciò che la Russia ha fatto, aiutata e favorita anche dalla Bielorussia, mentre i leader dei vari stati stanno cercando soluzioni per evitare fatti concreti assai peggiori. La risposta alla decisione della Russia di invadere l’Ucraina sono le sanzioni, l’emblema del tentativo di non usare le armi. Dazi molto pesanti e restrizioni, imposti a Russia e Bielorussia, sembrano essere l’unico modo pacifico per interrompere le attuali azioni belliche. Il presidente di World Athletics, Sebastian Coe, in un discorso al Consiglio si pronuncia con queste parole: Chi mi conosce capirà che imporre sanzioni agli atleti per le azioni del loro governo va controcorrente, ha aggiunto. Mi sono scagliato contro la pratica dei politici che prendono di mira gli atleti e lo sport per fare punti politici quando altri settori continuano a occuparsi dei loro affari. Questo è diverso poiché governi, imprese e altre organizzazioni internazionali hanno imposto sanzioni e misure contro la Russia in tutti i settori. Lo sport deve intensificare e unirsi a questi sforzi per porre fine a questa guerra e ripristinare la pace. Non possiamo e non dobbiamo farne a meno.

La Russia, patria del pattinaggio, si irrita: russi sospesi dalle competizioni

I pattinatori russi e bielorussi sono stati dichiarati persone non gradite in tutte le competizioni di pattinaggio. Ad annunciarlo l’ISU (Unione Internazionale di Pattinaggio), aggiungendo che è una decisione presa ora, nell’immediato e fino a nuovo ordine. Il CIO (Comitato Olimpico Internazionale) e l’ISU hanno così definito in formula univoca che nessun pattinatore “russo o bielorusso” sarà invitato o autorizzato a partecipare agli eventi organizzati” dalla federazione. La Russia è una delle principali nazioni nel pattinaggio artistico, sei medaglie vinte, di cui due d’oro ai Giochi di Pechino il mese scorso. Il pattinaggio non è solo di figura ma anche di velocità e impegno quotidiano. I rappresentanti degli atleti nel Comitato olimpico russo hanno deciso “all’unanimitàdi non partecipare all’incontro tra la dirigenza del CIO e le commissioni atleti dei comitati olimpici nazionali, indispensabile per discutere le raccomandazioni sulla partecipazione alle competizioni internazionali, in precedenza accolte e rese pubbliche dal CIO. In una nota si specifica che queste raccomandazioni sono definite “una discriminazione etnica” a danno degli atleti, un segnale che lo sport internazionale sta facendo da terreno fertile a giochi politici, e non è certo questa la vera espressione dello sport. Le decisioni sono prese sotto la pressione esterna di forze che sono lontane dal comprendere i principi di integrità del movimento olimpico e dello sport in generale.

La Carta Olimpica salverà lo sport?

L’interferenza della politica nello sport non è l’opinione degli atleti, è quella della struttura politica macchinosa e oppressiva che non ha niente a che fare con lo sport. Ancora più deplorevoli sono poi definite le azioni di alcuni dei “colleghi” atleti di altre nazioni, che chiedono al pubblico in generale ed a tutte le organizzazioni ed associazioni internazionali, di vietare semplicemente a russi e bielorussi di partecipare alle competizioni. Eliminare la concorrenza senza una competizione sportiva è una cosa ricca di nobiltà e lealtà? Forse no. Sotto accusa sono emersi anche “alcuni siti web sportivi prettamente di settore” che hanno pubblicato false informazioni sugli atleti russi e sulla loro posizione, aggravando così la situazione per giustificare le raccomandazioni adottate dal CIO”. La Commissione degli atleti del ROC (Comitato Olimpico Russo) è costretta ad invitare le autorità sportive internazionali ad astenersi da tutte le polemiche sullo sport.  Garantire uguali diritti a tutti gli atleti di partecipare alle competizioni, o soltanto rispettando il titolo di atleta, vuol dire rispettare la vera essenza dello sport in generale, tralasciando le ingerenze della politica.  Se le violazioni dei diritti e degli interessi legali degli atleti russi continueranno, riferisce il ROC: “saremo pronti a fornire tutta l’assistenza possibile a qualsiasi atleta russo nell’ambito delle procedure legali esistenti e degli strumenti legali disponibili per osservare e attuare i principi di legalità e giustizia, e la lettera della Carta Olimpica”.