Questa è la storia di Amy, la “Milion Dollar Baby” di Nashville, giovane donna con un debole per sarcasmo, caffè e fitness. Alcuni anni fa’ ha scoperto il suo amore per la boxe, quasi per caso. Ecco com’è andata.

Amy Bream ha un difetto dalla nascita: è nata senza la gamba destra, per questo motivo non si è mai considerata un’atleta. Ha sempre pensato che la mancanza di un arto possa ostacolare un’ipotetica carriera nel mondo dello sport. “Oltre a questo” dichiara con un certo sarcasmo “Non sono certo l’essere umano più coordinato al mondo!”

Negli ultimi anni però, Brean ha deciso di sfidare se stessa e provare diverse attività. “Ero molto più che consapevole che la mia gamba sarebbe stata un limite” racconta “ma col tempo ho capito che più ci provavo, meno avevo paura. Col tempo ho iniziato persino a divertirmi, regalandomi nuove sfide.”

Circa tre anni fa’ un amico le ha parlato di una scuola di pugilato. Proprio in quel periodo il club presentava un’offerta speciale per l’iscrizione e sarebbe stata l’occasione perfetta per provare. “La mia prima reazione fu una sonora risata!” ricorda Amy. “Io provare il pugilato? Si, ok. Ho cominciato a riprodurre le scene dei film di Rocky nella mia mente. Non importa quante volte ho provato, non avrei mai potuto immaginare di prendere parte ad uno di quegli allenamenti.” L’amico in questione però continuò ad insistere e la curiosità e la competitività della ragazza hanno avuto la meglio, così decise di provare e, in breve tempo, divenne un membro del club.

Ripensando a quella prima lezione di boxe, Brean sorride ancora, sentendosi un po’ ridicola. “Anche solo tentare di dire che avevo una buona tecnica di boxe sin dall’inizio, è stata una bugia sfacciata. Non avevo mai provato un allenamento del genere e alla fine ero letteralmente madida di sudore, come se avessi appena fatto una doccia!” nonostante questa auto-ironica prima esperienza, sapeva sin da subito che ci avrebbe riprovato il giorno dopo. Così è nato l’amore per la boxe.

Per i principianti, la palestra “TITLE” presenta un ottimo programma di allenamento. “Non si tratta del classico grunge club, tipico dei vecchi film, dove l’allenatore urla che puoi fare di più.” Si tratta di un ambiente stimolante, e, per una giovane donna competitiva come Amy, venire sfidata giorno dopo giorno, è un imput a fare sempre di più.

“Quando ho raggiunto un livello più alto, il pugilato mi ha spinto oltre i miei limiti. Ho dovuto superare ostacoli mentali ed emotivi, oltre che fisici. Le braccia lanciano pugni, ma l’energia viene dal core e dalle gambe, quindi, nelle mie condizioni, la sfida è stata ancora più grande!” Ci sono stati momenti molto duri, soprattutto quando Amy ha iniziato a gareggiare. Pensava che la sua tecnica non sarebbe mai stata corretta per via delle protesi, e che ci sarebbero state mosse che non avrebbe mai potuto fare.

“Il mio corpo è capace di molto di più di quanto avrei potuto immaginare. La boxe mi ha dato una sicurezza che non credevo di avere in me. Mi ha aperto gli occhi su un mondo che amo, mi ha aiutato a rimettermi in forma e blah, blah, blah. Ma, cosa più importante, mi ha mostrato che la mia protesi non mi impedisce di vivere la mia vita. Affronta le tue paure e superale!”

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