Non sono certo io a dovervi presentare Gigi Buffon, uno dei più grandi simboli del calcio italiano. Capitano della Juventus e della Nazionale, fino al suo ritiro, nel 2017, ha giocato più di 1000 partite, 170 dell quali con la maglia azzurra.

Tutto questo e molto altro, infatti Gigi, tra i compagni di squadra, è conosciuto come motivatore e uomo di grande conoscenza del gioco e tra gli analisti sportivi è considerato uno dei più grandi portieri di tutti i tempi.

Nella stagione 2015/16 ha stabilito un record per aver parato tutti i goal, è stato nominato dall’IFFHS cinque volte “miglior portiere al mondo” e considerato il “miglior portiere del XXI secolo” dalla stessa. E’ stato uno dei rari portieri ad ottenere il “Golden Foot Award” nel 2016.

La brillante carriera di Gianluigi, suo nome di battesimo, è stata un susseguirsi di successi, ma non solo. Ricordiamo lo scandalo di “calciopoli”, dal quale è stato assolto, ma che ha avuto un cattivo impatto sulla sua reputazione.

Nato a Carrara il 28 maggio 1978, Gigi proviene da una famiglia di atleti: il padre Adriano era un sollevatore di pesi e la madre Maria era una campionessa di lancio del disco. Unico figlio maschio, è cresciuto con due sorelle in un clima sportivo sin dall’infanzia.

Buffon scese in campo per la prima volta a sei anni, mentre il padre concludeva la carriera di pesista per diventare istruttore di educazione fisica. Non è stato indirizzato subito al calcio: si dice abbia provato diversi sport prima di trovare la sua vocazione. In prima elementare i suoi genitori l’hanno iscritto ad una scuola calcio, dove ha esordito come centrocampista.

Nonostante le ottime capacità nel ruolo, una volta raggiunta l’adolescenza Gigi ha iniziato ad interessarsi a passare da attaccante a portiere, influenzato dal suo grande idolo, Thomas N’Keno, portiere del Camerun.

Nel 1992 la svolta: il giovane Buffon ha ottenuto un contratto con il parma, come portiere della squadra giovanile. Solo tre anni dopo è passato a senior e ha giocato un ruolo importante nelle qualifiche della squadra per il “Campionato U-21 UEFA”. Dopo l’esordio come sostituto, nel 1997 divenne portiere regolare.

In quegli anni portò il Parma a vincere la “Coppa Italia, la “Supercoppa Italiana” e la “Coppa UEFA”. Sempre nel ’97 ha giocato per la Nazionale Italiana, nel torneo di qualificazione per la “Coppa del Mondo”, ma è stato eliminato. L’ennesima delusione nel 2000, in occasione dell’ “European Championship”, è stata causata da una mano rotta.

Nel 2001 è stato ingaggiato dalla Juventus FC per 45 milioni di dollari, battendo un nuovo record nel mondo dei portieri. Nonostante le critiche per una cifra così alta, il giocatore ha dimostrato il suo valore, aiutando la squadra a vincere quattro titoli di campionato di fila, oltre che due “Supercoppa Italiana”. Nel 2002 ha finalmente giocato la sua prima “Coppa del Mondo” e nel 2003 ha vinto il “Premio UEFA Calciatore dell’anno”.

Nel 2006 ha dovuto affrontare la prima grande battuta d’arresto della sua carriera, accusato di essere coinvolto nel giro di calcio-scommesse, nello scandalo tristemente noto come “Calciopoli”. Questa polemica ha influito negativamente nella sua carriera in rapida ascesa, e, a causa di questo, la squadra ha giocato al di sotto delle proprie capacità e ha perso due titoli di campionato.

Nonostante l’assoluzione, Buffon al momento non era molto amato dai tifosi, ma la Juventus ha deciso di rinnovargli comunque il contratto. Lo stesso anno ha guidato la nazionale ai “Mondiali FIFA”, e, grazie a lui, l’Italia si è aggiudicata la “Coppa del Mondo”. A fine anno è stato nominato “Miglior Portiere del Mondo IFFHS” e ha vinto il “Premio Yashin”.

In occasione del “FIFA World Cup 2010”, Gianluigi mirava a ripetere la magnifica prestazione, ma un mal di schiena gli ha impedito di rappresentare la squadra. Nel frattempo, la corsa al successo con la Juventus lo ha visto protagonista di grandi performance, nonostante i problemi legati all’età.

La “Coppa del Mondo 2014” ha visto un grande Buffon capitanare gli azzurri, anche se i risultati non sono stati dei migliori. Il suo desiderio era quello di ritirarsi dopo la “Coppa del Mondo FIFA 2018”, ma la mancata qualifica della Nazionale Italiana lo costrinse ad anticipare i tempi.

Una storia di successo, certo, ma in salita, tanto che Gigi Buffon in una recente intervista ha dichiarato che durante la stagione 2003/2004 ha affrontato un periodo di intensa depressione, contemplando anche il suicidio, ma, da vero eroe qual’è sempre stato, si è rifiutato di prendere medicine ed ha affrontato tutto da solo.

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