Decisa la finale mondiale
la gioia dei tifosi argentini
Sarà tra Spagna ed Argentina la finale dei Mondiali 2019, due squadre che hanno avuto il merito di crederci fino alla fine. Risultati e recap delle semifinali

SEMIFINALI

Spagna – Australia 95 – 88

Senza andare nel troppo complesso…nell’universo o nel suo estremo opposto, il sistema quantico, cosa c’è di più difficile da immaginare dell’acqua che, goccia dopo goccia, erode una montagna? Eppure succede, e le nostre cartine fisiche, le nostre immagini satellitari ne sono la prova. Certo, l’erosione ci mette qualche milione di anni e le partite di basket durano indubbiamente di meno. Ma facendo la giusta proporzione, di questo mondiale, la Spagna è l’acqua che erode.

Anche oggi, contro l’Australia, ha sofferto, ha subito, ha sempre rincorso fino ad un paio di minuti dalla fine dei regolamentari. Ha dato l’impressione di crollare. Eppure, la sua acqua vitale continuava a scorrere e a logorare anche quelli che sembravano come l’Ayers Rock. E li ha logorati a tal punto che quello che sembrava un massiccio è stato costretto ai supplementari. E poi, ha continuato a logorare constringendoli anche ad un secondo supplementare. E, a quel punto, logorati come non si aspettavano, gli australiani implodono e crollano.

E’ il secondo supplementare, finisce 15-8 per gli spagnoli che conquistano la Finale con il condottiero Gasol (33pt, 8/10 2PT, 6rim e 4ast) che, quando la battaglia si fa più che dura, decide che è il momento di ricordare a tutti che il suo cognome non è conosciuto nel mondo solo per le sue qualità umane o per suo fratello. Prende letteralmente in mano la squadra e la trascina alla vittoria con un QI cestistico di raro livello. Più del giocoliere nonchè abile attore Rubio (19pt e 12ast), artefice di un mondiale a livello stratosferico. Più di Llull (17pt e 6ast), che sudava agonismo da ogni poro.

Più dei player dell’Australia che hanno avuto il demerito di cadere nella trappola Spagna, una trappola fatta di contatti al limite e provocazioni, di una strategia dell’opossum, quella che ti fa credere che lìavversario sia ormai cadavere quando invece, quando meno te lo aspetti, si rialza, ti sorprende e fugge via. Possiamo affermare con una certa tranquillità che l’Australia aveva la finale in mano. Con altrettanta tranquillità affermare che la sconfitta è stata frutto del suo tracollo psichico prima che fisico. I Boomers sono stati logorati dal perseverare della Spagna.

Non è bastato un Mills da 34 punti, che però ha preso 25 degli 85 tiri degli oceanici. Non è bastato un sorprendente Kay ( 16pt e 11rim). Ancora 9 assist di Dellavedova, ancora 10 rimbalzi di Ingles ma sono numeri asetticci se slegati da quello che sono stati i minuti importanti. Minuti gestiti con una frenesia borderline alla paura. Paura che ha lasciato a Goulding due tiri decisivi nel secondo overtime, due clamorosi airball. Ma non è colpa del singolo giocatore non abituato a gestire una palla che diventa improvvisamente pesante come una palla medica. La colpa, se tale può essere è quella di non aver avuto la lucidità di gestire i vantaggi precedenti.

E’ capiamo Bogut, che esce urlando “fiba is fucking disgrace”. Ancora una volta la gestione arbitrale è stata dilettantistica. Dilettantistica ma non partigiana. La Spagna picchia duro e la terna lo permette, buon per loro. Purtroppo è tutto il mondiale che è così. Decisioni discutibili e spesso prive di senso. E’ una sconfitta che agli australiani brucia, eccome se brucia. Ma la colpa, non è degli arbitri.

La Spagna raggiunge la Finale!
Gasol e Rubio, protagonisti della vittoria della Spagna

Argentina – Francia 80 -66

Nella gara dei quarti, contro la Serbia, abbiamo eletto Campazzo ad una sorta semidio. Oggi, dopo le semifinali, tocca a Scola togliendo però il “semi” dall’accostamento precedente. Quello che ha fatto Luis Scola, nato il 30 aprile 1980, è qualcosa che va al di là del basket, è un qualcosa che serve da insegnamento a chiunque di noi. Luis Scola, 39 anni, dopo 17′ era già in doppia doppia. Lui, Scola, 39 anni, chiude con 28 punti, 3/4 al tiro da tre, 13 rimbalzi e 4 assist. Ma questi numeri sono freddi e non rendono l’idea dell’energia e della forza che questo giocatore, dall’inizio alla fine, ha messo in campo. Ha preso per mano i divi transalpini, Fournier (16pt, 6/17 FG) e Gobert (3pt, 1/3FG e 11rim) per primo e gli ha spiegato cosa vuol dire giocare a pallacanestro, spiegandogli il senso della frase che spesso si sente come un mantra “il basket è un giocodi squadra”. Di squadra si, ma se con un leader come Scola, il gioco viene ancora meglio.

Scola E Ginobili si abbracciano a fine partita
L’abbraccio tra Scola e Ginobili, due icone del basket, non solo argentino

E ancora meglio del meglio precedente se a fianco a lui c’è Campazzo (12pt, 7rim e 6ast) ma anche Deck (13pt e 6/11FG) o Vildoza (10pt, 4 ast e 3rim). Non solo solo i punti a contare perchè, senza un gruppo dietro non si va da nessuna parte e questa Argentina ha dimostrato di essere prima di tutto un Gruppo.

La partita è stata quel che è stata, con la Francia che ha provato a rimanere incollata ai sudamericani ma che ha perso tutti i quarti vedendo il suo distacco aumentare progressivamente fino al cedere onore ed armi. Oltre a Fournier, in doppia cifra anche Ntilikina (16pt ma 1/5 3PT) e De Colo (11pt). Per la Francia sono le percentuali di squadra a parlare e dicono che da due, hanno tirato con il 57,1% ma da tre trovano solo il 22,6. Un brutto risveglio per i francesi che dopo aver battuto gli Usa sognavano in grande e che, invece, si devono accontentare di partecipare alle Olimpiadi…ed è un gran bel accontentarsi.

l'esultanza dei tifosi argentini a fine partita
e’ ancora una giornata di festa per i tifosi argentini

La Finale, tra Argentina e Spagna, si giocherà domenica 15/09/2019 alle ore 14.00

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